Triumvirat

Mediterranean tales

Emi Harvest - 1972

 

I tedeschi TRIUMVIRAT si sono formati nel lontano 1969 a Colonia ed hanno fatto la classica gavetta a base di piccoli concerti in altrettanto piccoli locali dove i tre proponevano, oltre alle cover di pezzi della top 40, il loro materiale fortemente influenzato dagli inglesi NICE. Dopo aver letto che la EMI RECORDS tedesca era alla ricerca di nuovi gruppi da proporre, inviarono un nastro che piacque molto agli alti poteri della casa discografica tanto che vennero immediatamente messi sotto contratto. Da quel momento il gruppo ha inciso (fino al 1980) sette lavori, cambiando spesso formazione e genere e passando da concept come SPARTACUS a prodotti molto vicini al pop (ad esempio RUSSIAN ROULETTE). Per i più curiosi va segnalato che hanno suonato col gruppo anche il grande batterista CURT CRESS già con i PASSPORT e poi con i SAGA, STEVE LUKATHER e JEFF PORCARO dei TOTO, ed anche il buon cantante BARRY PALMER in seguito con MIKE OLDFIELD periodo Discovery. Numerosi sono stati i progetti solisti e le collaborazioni, tra cui anche delle colonne sonore, fino a quando nel 1999 vi è stata la classica reunion. Per definire il suono del gruppo almeno per questo primo lavoro bisogna fare riferimento, oltre ai già citati NICE, agli ELP per quel che riguarda la tecnica musicale e gli intrecci strumentali, ma anche a personaggi come BRIAN AUGER per quanto riguarda il suono caldo delle tastiere. Inoltre vi ho trovato qualche richiamo anche ai primi DEEP PURLPLE e/o a gruppi hard rock a 360° dell'epoca come ad esempio i compatrioti LUCIFER'S FRIEND. In pratica troviamo una miscela di elementi di matrice classica con parti rock-soul: la tecnica dei musicisti è sopra la media con particolare riferimento al tastierista JURGEN FRITZ. Siamo di fronte quindi ad un gruppo tedesco come nazionalità, ma di ispirazione musical-concettuale decisamente anglossasone. Questo lavoro si apre con la suite ACROSS THE WATER, brano molto lungo che mette subito in evidenza quanto sopra detto: apertura molto classicheggiante con le tastiere a farla da padrone in un costante sali e scendi sonoro con suoni che rimandano subito ai favolosi primi anni 70, tutto questo fino a quando entra il cantato, forse l'unica cosa che non risalta ma che comunque dà un'impostazione hard-roccheggiante al pezzo che nel prosieguo ricorda le armonie degli URIAH HEEP (specialmente nei cori). L'atmosfera quà e là si fa più distesa ed ancora una volta il gruppo fa capire il suo amore per il mondo della musica classica ma anche per i suoni caldi della rock-soul music: insomma una suite prevalentemente strumentale che si fa apprezzare sia per la tecnica dei musicisti sia per come è stata strutturata. Da segnalare l'ottimo finale che sconfina quasi nello space rock per poi ritornare all'apertura iniziale. Il brano successivo, ELEVEN KIDS, si apre in maniera più tranquilla con una struttura simile al precedente e con forse un pizzico di calore in più specialmente nel grande assolo di hammond. Dopo questi due brani, ci si rende conto come le tastiere abbiano il netto predominio rispetto agli altri due strumentisti, ma in gruppi a trio di questo tipo sarebbe piuttosto difficile togliere alle tastiere il ruolo principale. E MINOR 5/9 MINOR /5 incomincia in maniera molto darcheggiante (adattissima per qualche colonna sonora) e varia le sonorità del gruppo che in questo caso sembra più equilibrato dato che solo nel finale ritroviamo uno sfoggio di ipertecnica; anche le tastiere, sempre in primo piano, si fanno assaporare meglio ed il grande assolo mi ricorda GREGG ROLIE dei SANTANA/JOURNEY. In definitiva un pezzo completamente strumentale per me superiore alla suite iniziale. BROKEN MIRROR si apre con un gran piano degno dei migliori conservatori musicali europei che va poi a fondersi con l'organo e gli altri strumenti creando un qualcosa di fantastico e molto sognante: ancora grande prova della band. Arriva poi il cantato che fa proseguire il brano sempre su buoni livelli forse più melodici e a tratti vicini ai BEATLES. Chiudono il disco 4 bonus track. La prima è BE HOME FOR TEA uscita come singolo che ripropone una parte della suite iniziale probabilmente riadattata per il circuito radiofonico (no comment). Anche la riproposizione di BROKEN MIRROR risulta meno interessante del brano più lungo. RIDE IN THE NIGHT sembra non riprendere nessuno dei brani precedenti, e richiama fortemente i primi DEEP PURPLE anche per sua struttura hardeggiante. Conclude il tutto SING ME A SONG semi ballata non eccezionale a dire la verità. Buon esordio dunque per questi TRIUMVIRAT gruppo dotato di una buona tecnica il cui unico difetto consiste nella scarsa originalità ma considerando che si trattava della loro opera prima lo si può sicuramente perdonare. Da ascoltare.

(Paolo Lacqua)

Track List:

1. ACROSS THE WATERS; 2. ELEVEN KIDS; 3. E MINOR 5/9 MINOR /5; 4. BROKEN MIRROR; 5. BE HOME FOR TEA*; 6. BROKEN MIRROR*; 7. RIDE IN THE NIGHT*; 8. SING ME A SONG*;
* bonus track

Formazione:

HANS PAPE:BASSO-VOCE
HANS BATHELT: BATTERIA
JURGEN FRITZ: ORGANO-PIANO-PIANO ELETTRICO-SYNTH-VOCE