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Guddal & Matte Genesis for two grand pianos Camino Records - 2001 |
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Genesis For Two Grand Pianos è stato arrangiato e suonato da Yngve Guddal e Roger T. Matte, due ottimi pianisti il cui primo merito è stato quello della scelta dei brani da riproporre: sono stati infatti scelti 6 brani tra i piu' complessi della produzione dei Genesis, evitando accuratamente le 'canzonette' che pure hanno avuto, negli anni '80, un buon successo. Secondo merito che si può attribuire agli autori di questo lavoro è la buona qualità della registrazione dei piani acustici, effettuata ad Oslo, nella Sala Concerti dell' Accademia Musicale norvegese; il suono dei pianoforti è cristallino e ben presente, qualità che esaltano alcune parti rimaste piu nascoste nelle versioni originali. Terzo merito, il più importante, è come i brani sono stati arrangiati e suonati: sono un fan dei Genesis da molti anni, conosco a memoria ogni singola parte della maggior parte dei brani, e devo dire che, ascoltando il disco, nessuna manca all'appello. La mossa vincente è soprattutto essere riusciti, utilizzando tecniche pianistiche come i ribattuti, a riprodurre la sensazione ritmica dei brani e, utilizzando bene gli accordi di centro tastiera, a ricreare la stessa atmosfera armonica, tanto da far dimenticare, durante l'ascolto, che sono due pianoforti che stanno suonando, nulla di più. Come risultato finale si ha la completa conservazione delle atmosfere originali. Anche la settima traccia "Evidence of Autumn", tratta dalla sezione in studio di Three Sides Live, appare sorprendentemente ricca e musicalmente interessante. Se si deve per forza cercare il punto debole di queste esecuzioni, questo potrebbe essere identificato nelle parti vocali. Queste, pur essendo riprodotte meticolosamente, appaiono talvolta un po' forzate. Tuttavia la causa non è certo dovuta alla poca cura, ma dalla difficoltà oggettiva di interpretare uno strumento così sofisticato quale è la voce umana (ed aggiungerei soprattutto quella di Peter Gabriel). Fa eccezione "Mad Man Moon", dove la parte vocale è talmente bella e fluida da poter essere suonata da qualsiasi strumento senza che perda la sua efficacia. La copertina del CD e' illustrata da Paul Whitehead, lo stesso disegnatore delle storiche copertine di Nursery Crime e Foxtrot e che in passato ha anche illustrato album dei Pink Floyd, Van Der Graaf Generator e Renaissance. Una considerazione sull'opportunità di questa operazione. Se fossimo davanti ad un disco di cover "clone" tutto ciò non avrebbe ovviamente senso. Al contrario l'album è uno dei pochi, insieme alla versione di Stairway To Heaven di Keith Emerson e alcune raccolte dell'etichetta Magna Carta, a proporre questi brani, stampati indelebilmente nella nostra memoria, sotto una luce nuova. Riporto infine, in versione originale, cosa esattamente Steve Hackett ha detto a proposito di questo lavoro: "Genesis For Two Grand Pianos is an ingenious and thoughtful project delivered in a virtuosic style reminiscent in places of Stravinsky's work for two pianos. It seems as if classical hands have firmly grasped the torch originally lit by a rock band who often looked to music's roots in the first place. Genesis' largely keyboard based tunes are cleverly reduced to their constituent parts most effectively to my mind and in some cases have only gained in his unique interpretation." (Stefano Paolucci) Tracklist: 1) The Fountain Of Salmacis; 2) Mad Man Moon; 3) Can-Utility and the Coastliners; 4) One for the Vine; 5) Down and Out; 6) Duke's Travels; 7) Evidence of Autumn |
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