Kerrs Pink

Tidings

Musea - 2002

 

Gira e rigira mi ritrovo ancora a dover sperticare lodi in favore dell'etichetta francese MUSEA (vedi recensione dei GERARD sul presente numero di EVENTYR MAGAZINE); la motivazione, in questo caso, è sostanzialmente diversa e spiegherò di seguito perché. I norvegesi KERRS PINK pubblicarono oltre venti anni fa il loro omonimo album d'esordio "Kerrs Pink" (1980 POTTITTSKIVER POT 02), seguito l'anno successivo da "Mellom Oss" (1981 POTTITTSKIVER POT 03), due fulgidi esempi di progressive rock che risentiva fortemente di influenze folk tipiche dei paesi scandinavi. Il buon seguito d'estimatori del gruppo in patria non fece, purtroppo, proseliti al di fuori dei confini nazionali, non certo a causa della qualità dei contenuti, ma della pessima distribuzione dei due LP. I due album con il passare del tempo divennero, come spesso accade, ricercatissimi ma pressoché introvabili. Fu così che dieci anni dopo i responsabili di una neonata etichetta discografica (Francis Grosse, Bernard Gueffier ed Alain Robert) decisero di ristamparli entrambi su CD. La produzione, come sempre accuratissima, comprendeva foto, note biografiche, testi e, come ciliegina sulla torta, diverse bonus-tracks alcune delle quali reinterpretate dalla band. In quell'occasione la MUSEA ebbe il merito di infondere ai KERRS PINK nuova linfa vitale, riportando il gruppo a ricostituirsi e, ponendoli sotto contratto, a produrre i successivi "A journey on the inside" (1993 MUSEA FGBG 4085.AR) e "Art of complex simplicity" (1997 MUSEA FGBG 4219.AR). Dopo questo lungo ma doveroso preambolo, occupiamoci finalmente di questo nuovissimo "Tidings", opera dei due membri fondatori della band, Harald Lytomt e Jostein Hansen, oltre che dalla vena creativa dimostrata da Freddy Ruud coautore di alcuni brani. Musicalmente molto più vicino ai recenti predecessori, piuttosto che ai due album d'esordio, "Tidings" è un CD sopra la media, molto ben prodotto ed interpretato. I particolari interventi di chitarra di Lytomt ed i "giri" di basso di Hansen, oggi come allora, danno l'imprimitura alla musica dei KERRS PINK, avvalendosi delle capacità dei tre tastieristi presenti in formazione, oltre che dell'ausilio di un nutrito gruppo di musicisti, ma soprattutto della soave voce di Lillian Heidal. Ancora molto presente è l'influenza di certo folk scandinavo che puntualmente risentiamo permeare i sette brani che compongono il CD. Fra tutte le tracce ascoltate mi hanno favorevolmente impressionato "Yumi yeda", l'altrettanto lunga "Mystic dream" e la conclusiva "Le sable c'est ecoulè". Giudico però una spanna sopra tutte le tracce "Tidings from some distance shore", un bellissimo brano che, come un fiocco di neve, è composto da una miriade di cristalli dai nomi più disparati: CAMEL, FLOWER KINGS, KEBNEKAISE, BLACKMORE'S KNIGHT. Prova superata.

(Luciano Costarella)

Track List:

1) Hour Glass 5:32; 2) Tidings from some Distant Shore 8:30; 3) Shooting Star 9:40; 4) Yumi Yeda 10:15; 5) Moments in Life 8:37; 6) Mystic Dream 9:46; 7) Le Sable s`est Écoulé 5:38;

Formazione:

Harald Lytomt - lead guitars
Freddy Ruud - lead keyboards
Lasse Johanssen - keyboards
Jostein Hansen - bass guitars
Knut R. Lie - drums, backing vocals
Lasse Tandero - lead vocals

Guest musicians:

Per Vigo Nilsen - violin (2)
Lillian Heidal - second lead vocal (2)
Tracee Mein - vocals & vocalizes
Geir Jahren - backing vocals & vocalizes