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John St. Field Control M2U Records - 1971 |
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Affronto l'a me sconosciutissimo John St Field con discreta curiosità in parte poi ripagata; varie influenze nei nove brani, tutti piuttosto uniformi a parte il breve intermezzo di "dune voices" che prova uno sperimentalismo a dire il vero un pò stantio con i soliti nastri al contrario; passaggi di para-progressive inglese anni 70, accenni folk alla Fairport Convenction, parti flautistiche alla Ian Mc Donald a volte con digressioni psych-prog come nella parte centrale della lunga "the problem" ma soprattutto, cosa sorprendente vista l'origine dell' autore, un (almeno per me) evidente ispirazione da parte della rassicurante psichedelia dei Jafferson Airplane. Il risultato di questo put pourri comunque è tutt'altro che di difficile digestione, tutti i brani, ben suonati e ben cantati, spesso condotti dalla chitarra acustica o ritmica, sono più che gradevoli con melodie non scontate e spesso percorse da un vago e tenue aroma floreale, brani a tratti energici senza essere aggressivi, a tratti lievemente "drogati" senza cadere nelle pastoie del lisergico a tutti a costi. Niente di trascendentale, intendiamoci, ma un prodotto da riscoprire specie da chi ama gli anni '70 sia come musica, e non solo nell'accezione progressiva del termine, sia come spirito, soprattutto se non si è fanatici delle tastiere, qui ben poco presenti. Track List: 1. SOFT LOWLAND TONGUE; 2. RUINS; 3. THE PROBLEM; 4. DUNE VOICES; 5. RAERONA; 6. I'M ALWAYS A PRINLAWS; 7. MANSION TENSION; 8. DOG STAR; 9. SLEEPING IN BRACKEN
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