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Nathan Mahl Heretic volume 3: The sentence Mahl Production - 2002 |
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E siamo finalmente arrivati alla fine.... oddio, detta così la frase assume un sinistro tono apocalittico, ma io facevo riferimento alla trilogia "Heretic" dei canadesi Nathan Mahl, giunta al terzo ed ultimo capitolo (non per niente il concept narra le vicissitudini di un uomo processato da un tribunale stile inquisizione spagnola ed il cd è sottotitolato "La sentenza"... di quale sentenza poi si tratti è facilmente intuibile dato che sulla copertina sono raffigurati un grosso albero e un cappio!). Il cd consta di un unico pezzo di 54 minuti, purtroppo non suddiviso in sottotracce (la qual cosa rende piuttosto difficoltosa la ricerca di una particolare sezione). La mega suite si presenta interamente strumentale se si escludono l'intro, che riprende sempre ad opera dell'ospite Natasha LeBlanc il malinconico tema che chiudeva il capitolo precedente, e l'outro eseguita da Kaleigh LeBlanc, anch'esso piuttosto triste (ma così deve essere dato lo sfortunato epilogo della vicenda...). Devo confessare che ero un tantino timoroso nell'approcciare l'album in quanto pensavo che il leggero appannamento creativo osservato nel volume 2 si sarebbe presentato ancor più consistente in questo terzo atto. Niente di più lontano dal vero ed anzi a mio avviso questo cd rappresenta sicuramente l'episodio più riuscito e frizzante della trilogia. La musica si presenta infatti piuttosto variegata: sono sempre presenti i momenti sinfonici, i duelli chitarra-tastiere (come fossero una sorta di EL&P dotati di chitarra elettrica), le divagazioni fusion e jazz rock, ma vi è spazio anche per elementi meno tipici nella musica dei Nathan Mahl, quali ad esempio sezioni medievaleggianti con graziose melodie di flauto, un lungo intermezzo di pianoforte classico, e la coda finale, dal vago sapore new age, basata sui vocalizzi della brava Kaleigh LeBlanc. A questo punto è doveroso un commento finale sull'intera opera. Guy LeBlanc si dimostra ancora una volta un musicista e compositore di grande talento. La musica delle tre parti in cui è diviso questo "Heretic" è frizzante e variegata e, nonostante sia opera di un tastierista non presenta un dominio assoluto delle tastiere (cosa che non sempre succede...). LeBlanc lascia infatti ampio spazio alla chitarra a volte interagendoci in maniera assai complessa, a volte lasciandole prendere il sopravvento ed auto-relegandosi al ruolo di accompagnamento per assoli grintosi e ben strutturati. Mi sento di fare solo due critiche a quest'opera, la prima delle quali riguarda l'eccessiva prolissità del tutto. Un opera in 3 cd nonostante le tante idee che la costituiscono finisce inevitabilmente per contenere ripetizioni o sezioni meno incisive che danno a volte l'idea che si sia voluto allungare un po' il brodo. Probabilmente se il materiale fosso stato accuratamente selezionato prendendo il meglio e concentrandolo in 2 soli cd (magari non pieni fino all'orlo...) la fruibilità ne avrebbe guadagnato di certo e il risultato finale sarebbe stato un qualcosa di clamoroso. Inoltre se accanto alle pirotecniche sezioni strumentali trovassero più spesso spazio le parti cantate, più pacate ed in piacevole contrasto con il resto del materiale, si varierebbe ancora di più la proposta musicale con indubbi benefici qualitativi. Vedremo come proseguirà l'avventura di questa grande band (pare che un nuovo cd sia giù in uscita) e nel frattempo diamo un ascolto a questa trilogia, ne vale davvero la pena. Track list: 1. De mortuis nil nisi bonum (of the dead, speak nothing but good) |
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