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Secondo capitolo
della trilogia-concept partorita dal tastierista canadese Guy LeBlanc,
leader e mente dei Nathan Mahl. Anche questo cd si presenta con una copertina
quantomeno discutibile nella quale spicca un minaccioso individuo che
sembra voler calare un martello da giudice sulla testa di chi ha in mano
il cd (in effetti le copertine non sono decisamente il pezzo forte del
gruppo... basti pensare a quella di "Parallel eccentricities",
sicuramente tra le più brutte mai realizzate in ambito prog).
Fortunatamente passando al lato musicale della faccenda le cose vanno
decisamente meglio. Il cd si mantiene stilisticamente piuttosto simile
al capitolo precedente: il progressive sinfonico è sempre miscelato
con contaminazioni fusion (forse un po' meno presenti rispetto al passato...),
i duelli tra tastiere e chitarra continuano sempre più indiavolati,
gli spazi per la voce (che in questo cd più che mai ricorda, nel
timbro e nello stile, quella di Peter Hammil) sono sempre in netta minoranza
in confronto alle parti strumentali. Per quanto riguarda i gruppi di riferimento
siamo, anche li, sempre negli stessi paraggi: il dinamico trio EL&P,
a volte i Par Lindh Project, a volte gruppi più fragorosi di scuola
Magna Carta.
Anche in questo caso segnalare un pezzo rispetto ad un altro è
piuttosto difficile in quanto il tutto si presenta piuttosto omogeneo
ma se proprio si vuole assegnare la palma di miglior brano dell'album
la scelta va probabilmente effettuata tra la suite iniziale (23 minuti
di grandissimo prog) e il brano finale, "Moral values part II",
in cui un'intro piuttosto articolata, con alternanza di assoli di chitarra
e synth, fa da introduzione alla parte cantata il cui finale è
affidato all'angelica voce dall'ospite Natasha LeBlanc che sussurra una
dolcissima melodia.
I Nathan Mahl ci offrono, con questo secondo capitolo della trilogia "Heretik",
un'ennesima dose di grande prog. Forse quà e là si sente
una certa ripetitività di alcuni passaggi ed alcune idee musicali
risultano non più freschissime ma la cosa era forse prevedibile
dato che il gruppo procede ormai al ritmo di un album l'anno. In ogni
caso si tratta di peccati veniali ed il disco, pur se leggermente meno
intrigante del precedente, è pur sempre un ottimo lavoro degno
di una delle più interessanti band degli ultimi 3 o 4 anni. Aspettiamo
impazienti il terzo ed ultimo capitolo....
(Paolo
Formichetti)
Track list:
1. Entrance
of the judges; 2. Malleus maleficarum; 3. De praestigiis daemonium 4.
Heretic part IV; 5. Ad judicium; 6. Moral values part II
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