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Errobi Ametsaren bidea Elkar - 1979 |
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Il compito di redigere la recensione di questo album, mi ha fornito la piacevole opportunità di riascoltare un disco a me già ben noto, che da diversi anni occupa un posto di tutto rispetto all'interno della mia collezione; "AMETSAREN BIDEA" è, infatti, uno dei migliori esempi di rock progressivo proveniente dall'area basca della Spagna. Pubblicato originariamente nel 1979 su etichetta XOXOA (X11.109) questo disco dovrebbe risultare il terzo lavoro degli ERROBI: uso il condizionale perché le scarne, contraddittorie informazioni in mio possesso, non mi consentono di classificarlo con esattezza all'interno della loro produzione discografica; al contrario posso affermare con certezza che i quattro brani che compongono questo album non deluderanno gli ascoltatori. Nonostante l'assenza di tastiere l'ensamble basco riesce a produrre suoni energici, coinvolgenti, amalgamando al meglio i fraseggi tra le due chitarre di Mixel Ducau e Anje Duhalde con i cristallini interventi di sax dello stesso Ducau, messi ancor più in risalto dalla potente sezione ritmica basso/batteria. L'esplosiva miscela di rock, jazz, contaminazioni folk basche ed atmosfere orientaleggianti è magnificamente esplicitata nella lunga "Andere": ascoltando questo brano sarà facile riportare alla mente alcuni dei migliori episodi jazz-rock scritti dai SOFT MACHINE, gli slanci più progressive-oriented di ALAN STIVELL o dei TRI YANN. Le parti corali che chiudono il brano in un vorticoso crescendo lo avvicinano, seppur per brevi momenti, alle epiche tracce contenute in "MEKANIK DESTRUKTIW KOMMANDOH", grazie ad una certa assonanza tra la lingua basca e l'idioma "Kobaiano" che caratterizza la produzione dei MAGMA. Altra perla dell'album è "Ametsaren Bidea", brano che originariamente occupava quasi interamente la side-A del LP. Qui sono ancor più rimarcate le connotazioni folk tipiche della musica degli ERROBI, che interpretano al meglio una suite imperniata sui bellissimi assoli di flauto, chitarra acustica ed elettrica. Completano l'album il breve strumentale "Alboka", che pare estratto dalla discografia dei GWENDAL e "Oraino", sorta di intimista brano eseguito "unplugged" che esorta gli uomini a battersi, sempre e comunque, per un ideale. In conclusione un album caldamente consigliato a quanti desiderino "aprire" al rock-folk-progressive dei paesi baschi, un movimento musicale che, grazie alle ristampe su CD ed alla distribuzione della ELKAR/LOST VINYL, merita di conoscere una seconda giovinezza. (Luciano Costarella) Track list: 1) Alboka (2:52) 2) Ametsaren Bidea (17:42) 3) Andere (13:30) 4) Oraino (6:56) Formazione: Anje Duhalde:
Alboka, gitarra akustikoa, gitarra elektrikoa, perkusioak, kanta
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