The Code

Figli di Baia

Innercose prod. - 2000

 

E' davvero un piacere sapere che tra la moltitudine di italiani residenti all'estero possa essercene uno, figlio di emigranti stabilitisi in Canada molti anni or sono, che suoni la chitarra a grandi livelli. E' infatti il caso di Giovanni Pelosi, leader dei THE CODE una formazione di jazz fusion contemporanea formata da musicisti, con diverse esperienze alle spalle, provenienti dal Canada e dagli States. I primi passi risalgono al 1995 con la partecipazione a diversi festival ed esibizioni in vari clubs del nord America riscuotendo molti consensi presso la critica locale. Ora a distanza di cinque anni la forza ispiratrice di Giovanni vede a compimento la realizzazione di un primo CD autoprodotto che, escludendo la prima e l'ultima traccia di puro contorno, consiste di otto composizioni originali tutte affidate al suo estro creativo. Dotato di una tecnica moderna e raffinata, il suo modo di rapportarsi alla chitarra è profondamente evocativo, le sue improvvisazioni ispirate e fluide, e grazie all'ausilio aggiuntivo della chitarra synth, che ne arricchisce le sfumature e i colori, dimostra un virtuosismo equilibrato che dà profondità e maturità al suo messaggio musicale. Lo accompagnano in questa avventura il tastierista Richard Evans che, con i suoi interventi, offre un supporto armonico essenziale alle trame strutturali delle composizioni creando una tavolozza dall'ampia gamma sonora; Paul DeLonge e Pat Kilbride, rispettivamente al basso e alla batteria, non solo solcano lo svolgimento dei brani stessi ma costituiscono un solido fondo ritmico lasciando così emergere al meglio lo sviluppo armonico. FIGLI DI BAIA, questo il titolo del suo lavoro in omaggio alle proprie origini, si apre con un breve frammento sonoro catturato durante le sessioni di registrazione, ma affida la reale apertura del disco al sorprendente FAKE PARADISE; si tratta di un ottimo biglietto da visita per il proseguo dell'ascolto mostrando evidenti riferimenti allo stile e ai migliori lavori del collega Scott Henderson. Infatti, è al suo modo di improvvisare e di comporre che traggono spunto anche AS IF, mettendo in risalto una spiccata vena melodica e la bravura artistica dell'ensamble grazie ai bellissimi intrecci fra la chitarra (elettrica e synth) e il piano elettrico Rhodes, CORNER POCKET con la sua vena funky fusion, EXPLAINING NAPLES caratterizzata du un'atmosfera solare e da un passo rapido e dinamico, e ENABLE THIS più tecnica ed elaborata. Fanno eccezione A WORD FROM BEN, indirizzata verso una fusion molto simile ai connazionali UZEB richiamando alla mente il fraseggio del chitarrista M.Cusson e lasciando spazio ad un ispirato assolo di basso alla maniera di A.Caron; o ancora INVISIBLE CITIES esaltando la tecnica sopraffina del gruppo qui orienato verso un ritmo funky incalzante e con il suo tema graffiante e trasversale che ricorda a tratti il miglior Miles Davis di Star People o di Decoy. La conclusiva MARIE'S GRACE è l'unica ballata dell'album, un brano pieno di atmosfera che vede il Pelosi alle prese con l'acustica tessendo linee melodiche care alla musica sudamericana. Un lavoro da tenere in seria considerazione se le vostre passioni si rivolgono ad artisti del calibro di Scott Henderson, Allan Holdsworth o a storiche formazioni quali i Weather Report, gli Uzeb e i meno conosciuti Sixun.

(Paolo Frascolla)

Track list:

Intro/ Fake Paradise/ As If/ A Word From Ben/ Explaining Naples/ Invisible Cities/ Corner Pocket/ Enable This/ Maria's Grace/ Cena.