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Confusion Genesis autoproduzione - 2001 |
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Seconda prova, dopo l'album d'esordio Confusion by Confusion del 1999, per il trio greco Confusion. Cosa ci si può aspettare da una band con un nome del genere? Della fusion, naturalmente! Ed è proprio questo che contengono le dieci tracce di Genesis. Brani con evidenti riferimenti a quella fusion che aveva vissuto il suo momento di massimo splendore alla fine degli anni '80, grazie a gruppi come Chick Corea Elecric Band, Tribal Tech, Spyro Gyra, Uzeb. Tutte band formate da musicisti tecnicamente straordinari che portavano alle estreme conseguenze i virtuosismi del Jazz/Rock degli anni '70, fondendolo con altri generi (dalla samba al blues fino al reggae) ed attualizzandone le sonorità. Tutte band che, dopo qualche buona prova, scoprirono di essersi cacciate in un vicolo cieco. La fusion era un genere che, con le dovute eccezioni, si reggeva sullo stupore suscitato dai funambolismi su manici, tasti e tamburi. Quando tutto questo non stupì più nessuno, le band cambiarono rotta o si sciolsero. Con una quindicina di anni di ritardo i Confusion non aggiungono nulla a quanto già detto, ricalcando i cliché più tipici del genere, quasi compiacendosene. Si parte con Intro in cui, su una base armonica di sinth, una suadente voce femminile, che dalle note di copertina si scopre essere quella della "bella" del chitarrista, introduce al viaggio musicale: sarà "simply fusion". Più chiaro di così! Where r u incolla, con stacchi improbabili, sezioni blues, fughe rock e swing ed un refrain reggae con tanto di coretti di Zappiana memoria. Il brano risulta comunque godibile. Achilleas Diamantis, chitarrista e leader del gruppo, sfoggia fin da questo primo brano la sua perizia tecnica con degli assolo al fulmicotone. Il suono, anche per l'uso del pitch shifter, e, più in generale, tutto il solismo di Diamantis ricorda molto l'Umberto Fiorentino del periodo Lingomania (ebbene si, per chi non lo sapesse, anche in Italia ci fu un filone di band fusion, tra l'altro, con musicisti di notevole caratura). 7 to 4 è un brano… in 7/4. Nessuno dica che a questo gruppo manchi la coerenza. Traveller in time è introdotto con un dolce tema dal basso del buon Panagiotis Haramis per poi evolvere verso una variazione dal sapore tutto sudamericano. Ad onor del vero anche il batterista Takis Intas ed il tastierista Stratos Diamantis, fratello di Achilleas, ospite su un paio di brani, svolgono alla perfezione il loro ruolo dimostrandosi buoni musicisti. Sick contiene probabilmente la miglior prestazione strumentale di Achilles. I restanti brani scivolano via abbastanza agilmente con frequenti cambi di atmosfera, assoli e richiami più o meno palesi ai sovra citati eroi. Segnaliamo ancora, per la sua particolarità, The Fool, che spazia dall'hip hop al country con una basso slappato a fare da filo conduttore, ed Escaped Soul, l'immancabile pezzo lento. Ending chiude l'album come si era aperto. In definitiva un disco vario e ben suonato anche se non particolarmente indicato per chi è alla ricerca di qualcosa di nuovo. (Marco Mattei) Track List: 1. intro; 2. Where R U ?; 3. 7 to 4; 4. Traveler in time; 5. Sick; 6. The fool; 7. Escaped Soul; 8. Occupational Hazard; 9. Spunky; 10. Ending
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