Big Big Train

Bard

Treefrog Records - 2002

 

Bard è il terzo album dei Big Big Train (dopo Goodbye to the age of steam, del 1994, e English boy wonders, del 1997) ma potrebbe anche essere l'ultimo. La band, infatti, sta meditando da tempo di interrompere la propria attività ed è sfiduciata e demoralizzata per lo scarso successo commerciale e per la mancanza di interesse che i suoi lavori sembrano suscitare nell'ambiente dei progster. Lo stile musicale del gruppo inglese è pacato, lineare, delicato, melodico, intimistico, mai rumoroso od ostentato, contiene forti riferimenti al prog "classico" e lievi sfumature jazz. Il leader e chitarrista Gregory Spawton cita tra le sue fonti di ispirazione Genesis, Steely Dan e XTC e dichiara di ammirare Blue Nile, Radiohead e Counting Crows. Tra le loro note è possibile rinvenire tracce di Anthony Phillips, Steve Hackett, Jadis, Stewe Howe, Timothy Pure, No-Man e degli Spock's Beard più "calmi". Il problema è che un tale genere musicale (definito da qualche recensore "prog-lite") fatica a trovare sostenitori sia tra i prog-fan più anziani (che preferiscono ascoltare i gruppi storici) che tra quelli giovani, più attratti dalla musica energica e spettacolare dei vari gruppi prog-metal (che i Big Big Train detestano). Se a questo si aggiunge che i loro testi, quando non hanno come soggetto fatti storici, sono per lo più tragici e malinconici, che il cantante canadese Tony Muller (che si alterna alla voce con la graziosa Jo Michaels) è intonato ma poco incisivo, e che il gruppo non ama particolarmente le esibizioni live, si finisce per comprendere le difficoltà che incontrano i Big Big Train ad imporsi sulla scena prog e a far apprezzare la propria particolare proposta musicale ad un pubblico più vasto.

(Carlo Carnelli)

Track List:

1. The Last English King; 2. Broken English; 3. This is Were We Came In; 4. Harold Rex Interfectus Est; 5. Blacksmithing; 6. Maffesse; 7. Love is Her Thing; 8. How the Earth from this Place has Lower Over Fore; 9. A short visit to Earth; 10. For Winter; 11. A Long Finish