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Ache De Homine Urbano/Green Man Philips - 1970/1971 |
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E' noto a tutti (o quasi) come la scena progressiva danese non abbia mai sfornato una moltitudine di band, dal momento che, come per quella greca ad esempio, può vantare piuttosto una grande tradizione in campo psichedelico e folk. Finalmente una serie di ristampe effettuate dalla major Universal ci riporta alla scoperta di una delle incarnazioni più rappresentative di tale zona geografica: gli Ache. I loro vinili sono ormai molto rari e ricercati a livello collezionistico, dunque questa ristampa in CD, comprendente il primo ed il secondo album della loro discografia, ha l'innegabile pregio di permetterne una più facile diffusione. Gli Ache sono una tipica formazione di quattro elementi contraddistinta dal vulcanico Glen Fisher alla batteria e dai fratelli Olafsson, Torsten al basso e Finn alla chitarra, quest'ultimi co-autori insieme a Peter Mellin (tastiere) di tutte le composizioni. DE HOMINE URBANO è composto da due lunghe suite di quasi venti minuti l'una che andavano ad occupare originariamente le due facciate dell'album in vinile. In esse il gruppo dà libero sfogo alla propria creatività offrendo lunghe cavalcate strumentali caratterizzate dall'onnipresente e inconfondibile 'swirling' dell'organo Hammond, alternate a brevi interventi eseguiti al pianoforte, e, soprattutto, arricchite dai frequenti assoli di chitarra, a volte taglienti e di stampo psichedelico. Sono presenti anche momenti cantati che dimostrano una sapiente vena melodica e che ben si amalgamano nelle strutture architettoniche dei brani stessi. Insomma, invenzione dopo invenzione l'ascoltatore si ritrova immerso in un viaggio sonoro a tratti psichedelico, altre volte più orientato verso un hard rock sinfonico (tipico di quegli anni) da vivere tutto d'un fiato fino alla conclusione. GREEN MAN invece, accantonata la scelta delle suite dal largo respiro, abbina ai pezzi più lunghi anche brani concentrati in quattro minuti. E' il caso di Shadow Of A Gipsy, una struggente ballata di chiara matrice Procol Harum, oppure di Acheron, brano caratterizzato da un'atmosfera jazzata con l'organo Hammond sempre protagonista. Green Man è invece caratterizzata dall'incedere beat di evidente ispirazione beatlesiana, come testimonia del resto chiaramente la rivisitazione in chiave prog della celebre hit dei Fab-Four We Can Work It Out. Ad ogni modo, la sostanza non cambia: la musica proposta dagli Ache è indubbiamente un prog superbo, fitto di dialoghi tra organo e chitarra supportati da una sezione ritmica compatta che ne detta l'incedere a volte cadenzato altre volte più rapido e dinamico. In conclusione, ci troviamo di fronte ad un prodotto altamente consigliato e quasi sicuramente indispensabile per tutti coloro i quali adorino Le Orme (periodo Collage), gli Eloy (dall'omonimo album fino a Floating) e i Beggars Opera di Act One o Waters of Change. (Paolo Frascolla) Track list: De Homine Urbano: a) Overture, b) Soldier Theme, c) Ballerina Theme, d) Pas De Deux, e) Ogre Theme, f) Awakening, g) The Dance Of The Demons, h) Pas De Trois, i) The Last Attempt, j) Finale/Little Things/Equatorial Rain/ Sweet Jolly Joyce/ The Invasion: a) Fanfaronade, b) Invasion, c) Monologue, d) Break-down/Shadow Of A Gypsy/Green Man/Acheron/We Can Work It Out-Workin' |
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